Kodak Brownie Camera

La Kodak Brownie del 1900, collezione personale
La Kodak Brownie del 1900 (coll. privata)

Nell’anno 1900 l’azienda americana Eastman Kodak Company mette in commercio la Kodak Brownie Camera, una macchina fotografica tanto semplice quanto fondamentale nella storia della fotografia.

Origini della Kodak Brownie

Sul finire del secolo XIX l’azienda americana Eastman Kodak Company dispone di una serie di brevetti rivoluzionari: il Roll Film Holder (il caricatore a rullo per le bobine di pellicola, del 1885), il transparent film (la pellicola in celluloide, del 1889, migliorata nel 1895 con l’introduzione della versione daylight, avvolta su bobine caricabili alla luce diurna con il numero dei fotogrammi stampati sul retro)1 e il Front roll design (un’innovazione progettuale utilizzata per la prima volta nella Kodak Pocket del 1895)2.

George Eastman incarica il suo capo designer, Frank Brownell, di progettare una fotocamera che metta insieme queste innovazioni e che sia economica, efficiente e adatta alla produzione di massa.

Eastman stesso spiega i suoi obiettivi nella corrispondenza del 1899 con Henry Halvah Strong (finanziatore e futuro presidente della Eastman Kodak): Dobbiamo rincorrere il fotografo ordinario e con pochi soldi. Sinora i nostri modelli più economici sono stati fin troppo complicati. Sto lavorando con Brownell su un modello che pareggerà i conti (..) una pura e semplice macchina a pellicola3.

Il lavoro di Brownell si concretizza l’8 febbraio 1900 con la presentazione della Kodak Brownie, una sintesi dei risultati ottenuti con la Kodak Camera del 1888 e con la Pocket Kodak del 1895.

Caratteristiche della Kodak Brownie

L’apparecchio è una box camera costituita da una scatola di cartone di iuta, con rinforzi in legno e rivestimento in finta pelle. Il caricatore a rullo è integrato nel corpo macchina e la sua struttura è ispirata al Front roll design. Questo consente alla Brownie di avere dimensioni molto contenute, pari a 5 x 31/8 x 3 pollici (14 x 8 x 7,5cm circa), e un peso di circa 240g.

Il Roll Holder della Kodak Brownie è ispirato al Front roll design: le bobine di avanzamento della pellicola sono collocate in posizione avanzata, vicino al piano dell’obiettivo. La macchina può essere accorciata, con rispetto solo per la lunghezza focale della lente.

La fotocamera monta una singola lente a menisco da 105mm senza regolazione di messa a fuoco e apertura fissa di f/14 (l’ampia profondità di campo aumenta la probabilità di ottenere immagini nitide). L’otturatore rotante scatta a circa 1/50 di secondo. La macchina funziona con pellicola daylight nel formato 117 da 6 pose e produce immagini quadrate di 21/4 pollici (5,7cm). Sul retro del film sono stampati i numeri dei fotogrammi, leggibili attraverso una finestrella rossa.

Al termine degli scatti si opera la sostituzione del rullino che avviene sganciando la chiavetta di avanzamento pellicola, sfilando il dorso dal corpo macchina ed estraendo il Roll Holder (e viceversa).

La pellicola Daylight ha una procedura di sviluppo più semplice rispetto allo Stripping film, usato ai tempi della Kodak Camera del 1888, e questo vantaggio permette di affidare lo sviluppo anche ai rivenditori Kodak oppure di delegarlo direttamente al Fotografo.

La Brownie è priva di mirino, un segno a X è inciso sulla sommità del corpo macchina per dare al fotografo un’idea dell’angolo di campo.

La Kodak Brownie non ha mirino: Sulla sommità del corpo macchina è presente un incisione a X. L’angolo della V più grande indica l’ampiezza del campo visivo.

Il prezzo di vendita è sorprendentemente basso: appena 1$. Un rullino di pellicola poteva essere acquistato presso gli innumerevoli rivenditori Kodak al prezzo di 15c e riconsegnato agli stessi negozi per il servizio di sviluppo e stampa, al costo di 40c.

Benché si tratti di una fotocamera elementare nelle sue funzionalità, la Kodak Brownie è frutto di un progetto all’avanguardia: somiglia molto alla Kodak Camera del 1888 ma è ancora più compatta, più facile da usare e molto più economica. Dalla Pocket Kodak eredita le innovative soluzioni progettuali, ma è meno costosa e offre un formato maggiore. Il suo design influenzerà il modo di costruire le macchine fotografiche per tutto il secolo XX.

Non la prima, certo la migliore

Spesso viene fatto notare che la Kodak Brownie non è la prima fotocamera venduta al prezzo di 1$. Già nel 1895 la Vive Souvenir Camera era regalata a chi comprasse per 1$ una confezione di 12 lastre di vetro prodotte dalla Vive Camera Company. Un’altro esempio è la Pocket Zar Camera del 1896: il sistema di chiusura a incastro del suo dorso è simile a quello della Kodak Brownie (l’articolo specifico è qui). Si tratta sempre di box camera dalle piccole dimensioni, funzionanti a lastra di vetro e dalla costruzione elementare.

La Kodak Brownie è invece un apparecchio all’avanguardia, il frutto di un progetto organico, molto meticoloso nei dettagli costruttivi, indirizzato a un’utenza di massa e capace di concedere una grande libertà di azione all’utente.

Kodak Brownie Camera; attraverso la finestrella rossa è possibile leggere il numero di avanzamento dei fotogrammi, stampato sul retro della pellicola Daylight.

La facilità di impiego è massima tanto che le manovre si riducono a due: la pressione della levetta di scatto (che funziona nelle due direzioni) e il riavvolgimento della pellicola.

La Kodak Brownie rappresenta la sintesi di un processo di ricerca ventennale perseguito della Eastman Kodak Company, votato alla semplificazione dell’attività fotografica. Con la Brownie si perfeziona la netta separazione tra la fase dello scatto e le fasi di lavorazione della fotografia (la preparazione del supporto sensibile, lo sviluppo e la stampa). Per liberare il fotografo dalle difficoltà tecniche, Eastman non costruisce solo una macchina semplificata, ma mette in piedi un intero processo industriale e commerciale nel quale migliaia di impiegati e di operai si fanno carico di ogni operazione fotografica esclusa quella di scegliere l’immagine.

Le versioni della Kodak Brownie Camera

In totale esistono quattro versioni della Kodak Brownie4.

La Kodak Brownie nasce con un difetto progettuale e la prima versione introdotta l’8 febbraio del 1900 rimane in produzione solo poche settimane, fino al 15 Marzo. Il dorso rimovibile, infatti, tende ad aprirsi da solo. E’ tenuto insieme al corpo macchina da due sottili clip a pressione, che hanno un funzionamento inaffidabile. L’anomalia viene risolta radicalmente, sostituendo il dorso con uno sportellino e un gancio metallico a slitta. La versione originale viene prodotta in circa 15.000 esemplari, oggi molto preziosi nel mercato collezionistico.

Il dorso rimovibile della Brownie “originale” è tenuto insieme al corpo macchina da due sottili clip di legno, una delle quali è visibile nella rientranza sul bordo del dorso stesso (a sinistra nella fotografia).

La seconda versione, “migliorata”, è sostanzialmente simile alla prima, con il corpo macchina che diventa un blocco unico. Secondo il catalogo Kodak and Kodak Supplies, 1902, la N.1 Brownie pesa 8 once (circa 225 grammi), misura 47/8x3x31/8 pollici (12,4×7,6×7,9 com circa) ed ha una lente a menisco semplice con focale di 3¾ pollici (circa 95mm).5

In totale vengono venduti 245.000 esemplari. La seconda versione rimane in produzione fino all’ottobre del 1901, quando, in occasione del lancio della N. 2 Brownie, la macchina viene aggiornata e rinominata No. 1 Brownie. E’ simile alla versione precedente, ma il rivestimento in similpelle ha un aspetto più ruvido. E’ questa la terza versione.6

Le Brownie pronte per essere spedite

Nel 1904 viene introdotta la quarta versione, chiamata N. 1 Brownie model b. Il rivestimento in similpelle acquista venature più leggere. All’interno del Roll Holder viene modificato l’alloggiamento della pellicola, con l’aggiunta di un sostegno metallico per la bobina. Il nome stampato sulla palpebra copripellicola è in colore rosso (in precedenza era giallo dorato). La produzione cesserà nel 1916, con più di 500.000 macchine vendute.

Nell’agosto del 1900 viene introdotto anche un mirino rimovibile, in metallo, da agganciare al frontale della macchina.

Kodak Finder
Il mirino rimovibile della Kodak Brownie fu introdoto nell’agosto dell’anno 1900. A destra è visibile la versione primitiva in cui il guscio è fissato con due viti. Nella versione seguente, a sinistra, il telaio è invece rivettato.

La diffusione delle Brownie

Il mercato dei dilettanti, cui si rivolge Eastman, è immenso ma l’interesse di questa nuova categoria di fotografi deve essere risvegliato. La campagna promozionale di Eastman sostanzialmente segue tre direzioni:

  • il nome
  • la promozione
  • la fidelizzazione del cliente

Il nome

Il nome della fotocamera deriva dai fumetti dell’illustratore canadese Palmer Cox: i Brownies, che richiamano gli omonimi folletti domestici del folklore britannico (si narrava che spuntassero di notte e in cambio di un po’ di cibo svolgessero piccoli lavori domestici, durante il sonno dei proprietari). Apparsi per la prima volta nel 1879, questi fumetti erano divenuti molto popolari in America alla fine del XIX secolo. La loro notorietà era diffusa soprattutto tra i ragazzi, per i quali il marchio Brownie era familiare tanto quanto, in futuro, sarebbero stati Topolino o Charlie Brown.

The Brownies around the world, di Palmer Cox, NY, The Century Co., 1894

Va notato che i Brownies non sono associati alla presentazione della prima Kodak Brownie: non sono presenti sulla confezione e non appaiono negli annunci pubblicitari. La prima pubblicità in cui appare il fumetto sembra essere quella pubblicata sul giornale Saturday Evening Post il 30 giugno 19007.

Manifesto promozionale, Saturday Evening Post, 30 giugno 1900

Il ritardo è probabilmente da imputare sia alla necessità di approfondire aspetti legali nell’uso del marchio Brownie, sia all’impegno per risolvere il difetto all’aggancio del dorso nei primi esemplari costruiti. Va però considerato che il nome Brownie è in assonanza con il cognome del suo progettista, Frank Brownell, che potrebbe averla originariamente ispirata.

La pubblicità

La campagna pubblicitaria che accompagna la Brownie inizia solo qualche mese dopo l’entrata in commercio della macchina. Una delle prime inserzioni è pubblicata sulla rivista Scientific American del 14 Aprile 1900, ma la vera offensiva pubblicitaria viene lanciata tra maggio e giugno 1900.

Slogan e annunci appaiono su quotidiani e rotocalchi, destinati soprattutto a donne e ragazzi, con un bacino di utenza pari a 6 mln. di copie complessive.

La pubblicità sottolinea sia la facilità d’uso della macchina “operated by any school boy or girl” (“manovrabile da ogni scolaretto o scolaretta“), sia la sua efficacia: “it’s not a toy” (“non è un giocattolo“) si preoccupa di spiegare un’altro annuncio.

Vengono coinvolte sia le edizioni nazionali sia, tramite i rivenditori, quelle locali. Nel 1899 il budget pubblicitario complessivo della Eastman Kodak Company è pari a 750.000$, circa $18mln. al valore attuale.

Una Kodak Brownie versione “migliorata” e confezione originale raffigurante il folletto Brownie con l’indicazione del prezzo: 1 dollaro (Fonte: internet)

La fidelizzazione

Il programma per aumentare il numero degli acquirenti e per fidelizzarli al proprio marchio consiste nel diffondere la conoscenza basilare della tecnica fotografica e nell’allettare i clienti con premi e riconoscimenti.

Queste iniziative commerciali anticipano le odierne strategie di Content e Social Marketing. La comunicazione aziendale è finalizzata sia alla divulgazione di contenuti commerciali, sia a stimolare l’interazione fra i clienti. Questo impulso genera una cultura popolare della fotografia, arrivando a modificare il comportamento e i bisogni stessi degli utenti.

Nascono club fotografici gratuiti ed esclusivi (i Brownie camera club: inizialmente a New York, Boston e Londra) nei quali i clienti Kodak possono condividere il loro passatempo. Vengono organizzati concorsi a premi in denaro e materiale fotografico, con pubblicazione delle immagini vincenti in un libretto, The Brownie book, spedito gratuitamente a tutti i possessori di fotocamere Kodak.

The Brownie Book, ed. 1901; L’opuscolo contiene una selezione delle migliori fotografie realizzate da giovani di età inferiore ai 16 anni per il concorso annuale Kodak.

Prende avvio la stampa di cataloghi illustrati, periodici e manuali tecnici (Picture Taking and Picture Making appare nel 1898, seguito da Kodakery, At Home with the Kodak, The Kodak Magazine ecc.). In questi opuscoli didattici, che svolgono un’indiretta funzione pubblicitaria, la tecnica fotografica viene approfondita con un linguaggio accessibile e chiaro, i prodotti Kodak sono presi come riferimento nell’utilizzo pratico, e le fotografie dei clienti vengono spesso utilizzate a corredo degli articoli, con menzione dell’autore. Il prontuario How to get better pictures – a book for the amateur photographer, pubblicato per la prima volta nel 1912, è rimasto in commercio con vari aggiornamenti per oltre 80 anni (la prima edizione italiana del 1930 titolava Per ottenere buone fotografie – guida pel dilettante fotografo).

La guida “Per ottenere buone fotografie – Guida pel dilettante fotografo”, Edizione italiana, ca. 1930

Man mano che la fotografia si trasforma in una pratica di massa, la sua influenza si estende agli usi e costumi quotidiani. Le parole Kodak, Kodakare e Kodachista entrano nel linguaggio popolare: to kodak diviene un verbo, sinonimo di fotografare, il fotografo è un kodaker (“Let the children Kodak” scandiva uno slogan pubblicitario del 1909), la parola Kodak diventa sinonimo di macchina fotografica. Per molti rinomati fotografi la Kodak Brownie è lo stimolo per iniziare a coltivare la loro passione. Fra questi Henry Cartier Bresson che ricorda: come molti altri ragazzi, anch’io ho fatto irruzione nel mondo della fotografia con una Kodak Brownie, che usavo per scattare instantanee durante le vacanze (H.C.B., The decisive moment, 1952).

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Note

  1. La prima macchina Kodak che utilizzava la pellicola daylight con i numeri progressivi dei fotogrammi fu la Kodak Bullet N.2, introdotta nel marzo del 1895. Questa macchina riprendeva un’innovazione già presentata dalla Boston Camera Company di Samuel Turner nella Bull’s Eye Camera del 1892. Turner aveva brevettato la pellicola daylight nel 1895 senza che in realtà avesse inventato nulla: risalgono infatti al 1855 i primi studi sulla pellicola numerata a luce stagna di C. Barr e sull’uso della finestrella rossa dell’ingegnere polacco L. Warnerke. Il brevetto di Turner sarà infatti dichiarato nullo dalla Corte di Appello statunitense nel 1906.
  2. il Frontroll design è un’innovazione progettuale che prevedeva di avanzare la sede dei rullini nella parte frontale della fotocamera, oltre il piano focale e vicino all’obiettivo, accorciando sensibilmente le dimensioni della macchina
  3. Cfr. “The” Brownie, art. di Jos Erdkamp, Photographica World n. 155, PCCGB, UK
  4. Sulla catalogazione delle quattro versioni si veda: a) B. Coe, Kodak Cameras the first 100 Years, Hove Photo Books, 1988, UK; b) Remy Steller Collection, www.browniecam.com
  5. Cfr. A Catalogue of Kodaks and Kodak Supplies, 1901, Eastman Kodak Co., Rochester, NY, Usa. Da notare che nel catalogo il nome della macchina è ancora “The Brownie Camera“, senza riferimento numerico.
  6. Secondo McKeown’s la N.1 Brownie fu introdotta nel maggio o giugno del 1900. McKeown’s Price guide to antique & classic cameras, 2001-2002, 11th Ed., JM & JC McKeown, 2001, USA.
  7. Citato in: Cfr. nota 3

Bibliografia

George Eastman, Bernard A. Weisberger, American Heritage Publishing, 2017

George Eastman: A Biography, Elizabeth Brayer, Rochester University Press, 2006

The Decisive Moment , Henri Cartier Bresson, Simon & Schuster, 1952

Collectors guide to Kodak Cameras, J. & J. McKeown, Photoservice, 1981

Encyclopedia of nineteenth century photography, volume 1, John Hannavy Editor, NY, 2008.

Tools of the Trade“, articolo di William Howarth in Civilization / The Magazine of the Library of Congress, Marzo-Aprile 1996, Palm Coast, FL.