Kodak e le scatolette Brownie (seconda parte)

(segue da: Kodak e le scatolette Brownie – prima parte – dalle origini alla Pocket Kodak del 1895)

Sul finire del secolo XIX l’azienda di Eastman dispone ormai di tutte le risorse necessarie per compiere una vera e propria rivoluzione in campo fotografico: George Eastman incarica il suo capo designer, Frank Brownell, di progettare una fotocamera assolutamente economica e adatta alla produzione di massa.

La Kodak Brownie del 1900, collezione personale
La Kodak Brownie del 1900, collezione personale

La Kodak Brownie

Il lavoro di Brownell si concretizza l’8 febbraio 1900 con il lancio della Kodak Brownie: una semplice macchina a cassetta costituita da una scatola di cartone di iuta, con rinforzi in legno e rivestimento in finta pelle. Le dimensioni sono molto contenute: 14x8x7,5cm (5×31/8x3 pollici). Il caricatore a rullo è integrato e produce immagini quadrate di 5,7cm (2,25 pollici) con pellicola daylight nel formato 117, introdotta specificamente per questo modello.

La fotocamera monta una singola lente a menisco, messa a fuoco fissa e apertura fissa a 14/f (l’ampia profondità di campo aumenta la probabilità di ottenere immagini nitide). L’otturatore rotante scatta a circa 1/50 di secondo. Come la Kodak Camera anche la Brownie è priva di mirino, ma in questo caso un segno a V rovesciata è stato inciso sulla sommità della scatola per dare al fotografo un’idea dell’inquadratura.

Benché le componenti della fotocamera siano elementari, nel suo insieme il progetto è all’avanguardia: la piccola Brownie  somiglia molto alla Kodak Camera del 1888 ma è ancora più compatta, più facile da usare e molto più economica. Inoltre permette al fotografo di estrarre e sostituire la pellicola, senza alcun obbligo di rispedire l’intera macchina in fabbrica per lo sviluppo dei negativi.

L’elemento più sorprendente è il prezzo di vendita: 1$ (circa 25$ attuali). Con altri 65 cents si possono avere un rullino di pellicola da sei pose (0,15$), carta fotografica (0,10$) e il servizio di sviluppo e stampa (0,40$).

Le Brownie pronte per essere spedite

Una macchina efficiente e di facile impiego al costo di 1$ non aveva precedenti(1) : è alla portata di tutti, indipendentemente dallo stato sociale o dalle competenze fotografiche. Improvvisamente la fotografia diventa accessibile alle masse. Il successo commerciale è esplosivo: nei primi 20 mesi vengono vendute oltre 245.000 Brownie.

La diffusione delle Brownie

Il nome della fotocamera deriva dai fumetti dell’illustratore canadese Palmer Cox: i Brownies, che a loro volta richiamano agli omonimi folletti domestici del folklore britannico (si narrava che spuntassero di notte e in cambio di un po’ di cibo caldo svolgessero piccoli lavori di casa durante il sonno dei proprietari). Apparsi per la prima volta nel 1879, questi fumetti erano divenuti molto popolari in America proprio alla fine del XIX secolo.

The Brownies around the world, di Palmer Cox, NY, The Century Co., 1894

Il lancio commerciale della Brownie è sostenuto da un’articolata campagna promozionale, indirizzata all’utenza più generica, incluse donne e bambini (nel 1899 il budget pubblicitario Kodak è pari a 750.000$, circa 18mln. al valore attuale). Inizialmente le macchinette Brownie sono pensate proprio per i ragazzi ma ben presto ci si accorge che gli adulti le comprano per sé.

Una Kodak Brownie versione migliorata del 1901 (con chiusura di sicurezza in metallo) e confezione originale raffigurante il folletto Brownie e l’indicazione del prezzo: 1 dollaro.

Slogan e annunci appaiono su quotidiani e rotocalchi, a sottolineare sia la facilità d’uso della nuova macchina “operated by any school boy or girl” (“manovrabile da ogni scolaretto o scolaretta”), sia la sua efficacia (it’s not a toy, “non è un giocattolo”, si preoccupava di spiegare un’altro slogan dell’epoca).

Manifesto promozionale, Saturday Evening Post, 30 giugno 1900

Nascono club fotografici gratuiti ed esclusivi (i Brownie camera club: inizialmente a New York, Boston e Londra) nei quali i clienti Kodak possono condividere il loro passatempo. Vengono organizzati concorsi a premi, con pubblicazione delle immagini vincenti nel libretto The Brownie book. Spedito gratuitamente a tutti i possessori di fotocamere Kodak, contiene una selezione delle migliori fotografie realizzate da utenti di età inferiore ai 16 anni.

The Brownie Book, ed. 1901

Prende avvio la stampa di cataloghi illustrati, periodici e manuali tecnici (Picture Taking and Picture Making appare nel 1898, seguito da Kodakery, At Home with the Kodak, The Kodak Magazine ecc.). In questi opuscoli didattici, che svolgono un’indiretta funzione pubblicitaria, la tecnica fotografica viene approfondita con un linguaggio accessibile e chiaro, i prodotti Kodak sono presi come riferimento nell’utilizzo pratico, e le fotografie dei clienti vengono spesso utilizzate a corredo degli articoli, con menzione dell’autore. Il prontuario How to get better pictures – a book for the amateur photographer, pubblicato per la prima volta nel 1912, è rimasto in commercio con vari aggiornamenti per oltre 80 anni (la prima edizione italiana del 1930 titolava Per ottenere buone fotografie – guida pel dilettante fotografo).

La guida “Per ottenere buone fotografie – Guida pel dilettante fotografo”, Edizione italiana, ca. 1930

Le sofisticate iniziative commerciali elaborate dalla Kodak  anticipano le odierne strategie di Content e Social Marketing. La comunicazione aziendale è finalizzata alla divulgazione di contenuti e a stimolare l’interazione fra i clienti. Questo impulso genera una cultura popolare della fotografia, arrivando a modificare il comportamento e i bisogni stessi degli utenti.

La Brownie nella cultura popolare

Man mano che la fotografia si trasforma in una pratica di massa, la sua influenza si estende agli usi e costumi quotidiani. Le parole Kodak, Kodakare e Kodachista entrano nel linguaggio popolare: to kodak diviene un verbo, sinonimo di fotografare, il fotografo è un kodaker (“Let the children Kodak” scandiva uno slogan pubblicitario del 1909), la parola Kodak diventa sinonimo di macchina fotografica. Nel 1903 l’Assemblea legislativa dello Stato di New York deve promulgare una legge che proibisce l’uso per scopi commerciali della fotografia di una persona  senza la sua approvazione scritta. Per molti rinomati fotografi la Kodak è lo stimolo per iniziare a coltivare la loro passione. Fra questi Henry Cartier Bresson che ricorda: come molti altri ragazzi, anch’io ho fatto irruzione nel mondo della fotografia con una Kodak Brownie, che usavo per scattare instantanee durante le vacanze (H.C.B., The decisive moment, 1952). Persino il Dalai Lama ne possiede una.

La vita quotidiana è il soggetto principale delle riprese e la macchina fotografica si trova proprio dove le cose accadono: il 15 aprile 1912 la diciassettenne Bernice Palmer stava viaggiando a bordo del transatlantico RMS Carpatia verso il mediterraneo, quando la nave cambiò rotta per soccorrere i naufraghi del Titanic. Bernice aveva con sé una Brownie: le fotografie dei sopravvissuti e dell’iceberg che ha causato la tragedia fanno parte della collezione Smithsonian presso il National Museum of American History di Washington.

Foto di Bernice Palmer: l’iceberg sulla destra fu identificato dai superstiti del Titanic come quello che aveva affondato la nave

Con il tempo Brownie diventa un marchio sfoggiato da oltre 100 modelli di macchine fotografiche, con decine di milioni di pezzi venduti. Le Brownie abbandonano legno e cartone per passare alla bachelite e ai design sofisticati: box camera, macchine a soffietto, modelli impreziositi con design art deco, ecc.  La produzione delle piccole Brownie cesserà soltanto nel 1986.

Kodak Beau Brownie
Kodak Beau Brownie, design art deco di Walter Dorwin Teague, ca. 1930

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Note

(1) In realtà dei tentativi precedenti di produrre macchine fotografiche economiche dall’utilizzo semplificato ci furono. Ne è un esempio la Pocket Zar Camera, venduta nel 1896 al prezzo di un dollaro, il cui design probabilmente influenzò il lavoro dello stesso Frank Brownell.

Bibliografia

George Eastman, Bernard A. Weisberger, American Heritage Publishing, 2017

George Eastman: A Biography, Elizabeth Brayer, Rochester University Press, 2006

The Decisive Moment , Henri Cartier Bresson, Simon & Schuster, 1952

Collectors guide to Kodak Cameras, J. & J. McKeown, Photoservice, 1981

Encyclopedia of nineteenth century photography, volume 1, John Hannavy Editor, NY, 2008.

Tools of the Trade“, articolo di William Howarth in Civilization / The Magazine of the Library of Congress, Marzo-Aprile 1996, Palm Coast, FL.

Celluloid and photography, part 2, scienceandmediamuseum.org.uk, 2012

The greatest technology entrepreneur, Gary Hoover, 2018

Kodak_homesite

Www.brownie.camera/

Brownie-camera.com/

Kodaksefke.nl

You press the button we do the rest, americanheritage.com

Brownie (folklore), Wikipedia

The brownies, Wikipedia

Photogallery.it/storia

Encyclopaedia Britannica

collection-appareils.fr

A brief history of photography